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PERCHE’ QUESTO BLOG Questo blog è dedicato alla storia sarda: interrata dalla scuoila, ufficiale. O comunque mistificata e persino falsificata. Segnatamente quella dei 226 anni di dominio sabaudo (1720-1946). Tutti possono scrivere, attenendosi però al tema storico. In modo particolare è dedicato alla storia di “Carlo Felice e i tiranni sabaudi”, che è anche il titolo del mio nuovo libro, nato anche su sollecitazione del Comitato sardo “Spostiamo la statua di Carlo Felice”, sorto su iniziativa del Professor cagliaritano Giuseppe Melis Giordano. Ecco La richiesta-proposta del Comitato Si chiede alla municipalità di Cagliari, nella figura del Sindaco e di tutto il Consiglio comunale, di farsi carico immediatamente: 1- della decisione di rivedere il posizionamento della statua di Carlo Felice, spostandola, anche attraverso donazione, in uno dei musei cittadini, corredandola di adeguata didascalia che permetta ad ogni visitatore del museo di prendere coscienza della storia di questo tiranno; 2- della decisione di rivedere la denominazione della strada “Largo Carlo Felice” con qualcosa che richiami un momento positivo della storia dell’Isola e della città, quale per esempio la data della cacciata dei Savoia e che il Popolo Sardo, attraverso l'Assemblea del Consiglio Regionale, ha deciso di celebrare con “Sa Die de Sa Sardigna”; 3- di sostituire la statua di Carlo Felice con altro monumento idoneo a ricordare invece un eroe della lotta per la liberazione del popolo sardo dalle vessazioni dei dominatori succedutisi nei secoli, quale per esempio, lo stesso Giovanni Maria Angioy i cui seguaci furono perseguitati da Carlo Felice; 4- di concordare con le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado della città iniziative di informazione e formazione degli studenti sulla storia della città di Cagliari così da favorire la conoscenza e la crescita del senso di identità che oggi appare debole, effimero e non consapevole. Perché tale proposta Le statue dei tiranni, peraltro volute e innalzate da loro stessi o dai loro pretoriani ed ascari, ma certamente non dai popoli, si abbattono. Così è stato storicamente. Bene: che facciamo a fronte della statua di Carlo Felice, che ancora campeggia, in bella mostra, al centro di una Piazza della capitale della Sardegna' La lasciamo dove sta, perché ormai fa parte della storia e dell’architettura cagliaritana' Io penso di no. Nella storia non c’è niente di irreversibile. Né di intoccabile. Anche perché la storia non è necessariamente un processo razionale, come pensava e teorizzava il grande filosofo tedesco Georg Wilhelm Friedrich Hegel (ciò che è reale è razionale). Dunque oggi, se i cittadini cagliaritani e i suoi rappresentanti lo vogliono, si può decidere di “correggere” un ciclopico errore storico. Le statue i popoli le innalzano e le dedicano ai loro eroi, a sas feminas e a sos omines de gabale (alle donne e agli uomini di valore): non ai loro carnefici. Quella statua è un insulto, un offesa per l’intero popolo sardo ma soprattutto per le centinaia di vittime: di democratici sardi, impiccati, fucilati, condannati al carcere a vita, perseguitati. Solo perché combattevano per la libertà. Contro l’odioso sistema feudale e la tirannide di Carlo Felice, il peggiore fra i sovrani sabaudi. Egli infatti da vicerè come da re fu crudele, feroce e sanguinario (in lingua sarda incainadu), famelico, gaudente e ottuso (in lingua sarda tostorrudu). E ancora: Più ottuso e reazionario d’ogni altro principe, oltre che dappocco, gaudente parassita, gretto come la sua amministrazione, lo definisce lo storico sardo Raimondo Carta Raspi. Mentre per un altro storico sardo contemporaneo, Aldo Accardo, – che si basa sulle valutazioni di Pietro Martini – è Un pigro imbecille. Scrive il Martini (peraltro storico filo monarchico e filo sabaudo):”Non sì tosto il governo passò in mani del duca del Genevese, la reazione levò più che per lo innanzi la testa; co­sicché i mesi che seguirono furono tempo di diffidenza, di allarme, di terrore pubblico”. Rimuovere la statua di un tiranno significa dimenticare la storia' Sconvolgere l’architettura di Cagliari' Noi del Comitato proponiamo di “rimuovere” la statua per collocarla in un Museo: non di abbatterla. La riteniamo infatti un “manufatto”, persino con elementi di “bene culturale”, architettonico, scultorio. E’ dunque giusto che venga conservato e non distrutto. Ma non esibito. Esposto in una pubblica Piazza. Come fosse un eroe da omaggiare e non un essere spregevole, oggetto di sprezzo e ludibrio.
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Giovedì, 23 Marzo 2017
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PERCHE’ QUESTO BLOG Questo blog è dedicato alla storia sarda: interrata dalla scuoila,ufficiale. O comunque mistificata e persino falsificata. Segnatamente quella dei 226 anni di dominio sabaudo (1720-1946). Tutti possono scrivere, attenendosi però al tema storico. In modo particolare è dedicato alla storia di “Carlo Felice e i tiranni sabaudi”, che è anche il titolo del mio nuovo libro, nato anche su sollecitazione del Comitato sardo “Spostiamo la statua di Carlo Felice”, sorto su iniziativa del Professor cagliaritano Giuseppe Melis Giordano. Ecco La richiesta-proposta del Comitato Si chiede alla municipalità di Cagliari, nella figura del Sindaco e di tutto il Consiglio comunale, di farsi carico immediatamente: 1- della decisione di rivedere il posizionamento della statua di Carlo Felice, spostandola, anche attraverso donazione, in uno dei musei cittadini, corredandola di adeguata didascalia che permetta ad ogni visitatore del museo di prendere coscienza della storia di questo tiranno; 2- della decisione di rivedere la denominazione della strada “Largo Carlo Felice” con qualcosa che richiami un momento positivo della storia dell’Isola e della città, quale per esempio la data della cacciata dei Savoia e che il Popolo Sardo, attraverso l''Assemblea del Consiglio Regionale, ha deciso di celebrare con “Sa Die de Sa Sardigna”; 3- di sostituire la statua di Carlo Felice con altro monumento idoneo a ricordare invece un eroe della lotta per la liberazione del popolo sardo dalle vessazioni dei dominatori succedutisi nei secoli, quale per esempio, lo stesso Giovanni Maria Angioy i cui seguaci furono perseguitati da Carlo Felice; 4- di concordare con le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado della città iniziative di informazione e formazione degli studenti sulla storia della città di Cagliari così da favorire la conoscenza e la crescita del senso di identità che oggi appare debole, effimero e non consapevole. Perché tale proposta Le statue dei tiranni, peraltro volute e innalzate da loro stessi o dai loro pretoriani ed ascari,ma certamente non dai popoli, si abbattono. Così è stato storicamente. Bene: che facciamo a fronte della statua di Carlo Felice, che ancora campeggia, in bella mostra, al centro di una Piazza della capitale della Sardegna? La lasciamo dove sta, perché ormai fa parte della storia e dell’architettura cagliaritana? Io penso di no. Nella storia non c’è niente di irreversibile. Né di intoccabile. Anche perché la storia non è necessariamente un processo razionale, come pensava e teorizzava il grande filosofo tedesco Georg Wilhelm Friedrich Hegel (ciò che è reale è razionale). Dunque oggi, se i cittadini cagliaritani e i suoi rappresentanti lo vogliono, si può decidere di “correggere” un ciclopico errore storico. Le statue i popoli le innalzano e le dedicano ai loro eroi, a sas feminas e a sos omines de gabale (alle donne e agli uomini di valore): non ai loro carnefici. Quella statua è un insulto, un offesa per l’intero popolo sardo ma soprattutto per le centinaia di vittime: di democratici sardi, impiccati, fucilati, condannati al carcere a vita, perseguitati. Solo perché combattevano per la libertà. Contro l’odioso sistema feudale e la tirannide di Carlo Felice, il peggiore fra i sovrani sabaudi. Egli infatti da vicerè come da re fu crudele, feroce e sanguinario (in lingua sarda incainadu), famelico, gaudente e ottuso (in lingua sarda tostorrudu). E ancora: Più ottuso e reazionario d’ogni altro principe, oltre che dappocco, gaudente parassita, gretto come la sua amministrazione, lo definisce lo storico sardo Raimondo Carta Raspi. Mentre per un altro storico sardo contemporaneo, Aldo Accardo, – che si basa sulle valutazioni di Pietro Martini – è Un pigro imbecille. Scrive il Martini (peraltro storico filo monarchico e filo sabaudo):”Non sì tosto il governo passò in mani del duca del Genevese, la reazione levò più che per lo innanzi la testa; co­sicché i mesi che seguirono furono tempo di diffidenza, di allarme, di terrore pubblico”. Rimuovere la statua di un tiranno significa dimenticare la storia? Sconvolgere l’architettura di Cagliari? Noi del Comitato proponiamo di “rimuovere” la statua per collocarla in un Museo: non di abbatterla. La riteniamo infatti un “manufatto”, persino con elementi di “bene culturale”, architettonico, scultorio. E’ dunque giusto che venga conservato e non distrutto. Ma non esibito. Esposto in una pubblica Piazza. Come fosse un eroe da omaggiare e non un essere spregevole, oggetto di sprezzo e ludibrio. Carlo Felice e i tiranni sabaudi di Francesco Casula - Ecco un altro sito Libero Blog Ecco un altro sito Libero Blog Carlo Felice e i tiranni sabaudi di Francesco Casula - Ecco un altro sito Libero Blog Salta al contenuto Carlo Felice e i tiranni sabaudi di Francesco Casula Ecco un altro sito Libero Blog Carlo Felice e i tiranni sabaudi di Francesco Casula Autore fcasula45 Pubblicato il 23 marzo 2017 23 marzo 2017 Categorie Carlo Felice Lascia un commento su Carlo Felice e i tiranni sabaudi di Francesco Casula Casteddu, martis su 28 de marzu de 2017 Autore fcasula45 Pubblicato il 22 marzo 2017 Categorie Presentazione Lascia un commento su Casteddu, martis su 28 de marzu de 2017 Presentazione Presentazione del libro CARLO FELICE E I TIRANNI SABAUDI 24 marzo a Nuoro con Giusepe Melis e Alessandro Mongili 28 marzo a Cagliari con Enrico Lobina 31 marzo a Gavoi con Tonino Bussu, dirigente sardista 4 aprile a Burcei con Claudia Zuncheddu, leader di Sardigna libera 7 aprile a Silanus con il Sindaco di Lanusei Davide Serreli e l Assessore alla cultura Salvatore Acampora Autore fcasula45 Pubblicato il 22 marzo 2017 22 marzo 2017 Categorie Senza categoria Lascia un commento su Presentazione Carlo Felice Autore fcasula45 Pubblicato il 22 marzo 2017 Categorie Senza categoria Lascia un commento su Carlo Felice Nota informativa di Francesco Casula (Editore Grafica del Parteolla, Dolianova, 2016, Euro 16, pagine 224) Il libro documenta in modo rigoroso la politica dei Savoia, sia come sovrani del regno di Sardegna (1726-1861) che come re d Italia (1861-1946). La loro politica, con le funeste scelte (econo
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